06 May 2016

Operazioni di finanziamento e nuove forme di garanzia ex D.L. n. 59/2016

È in vigore da ieri, a seguito di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 102 del 3 maggio 2016, il Decreto Legge n. 59/2016 recante “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione” (il “Provvedimento”).

La ratio del Provvedimento, come evidenziato nella sua stessa premessa, è da rintracciarsi inter alia nella “necessità e urgenza di prevedere misure a sostegno delle imprese e di accelerazione dei tempi di recupero dei crediti nelle procedure esecutive e concorsuali […]".

Le principali novità introdotte dal Provvedimento sono:

  1. la facoltà attribuita agli imprenditori di costituire un “pegno non possessorio” a garanzia dei crediti loro concessi (art. 1 Provvedimento); e
  2. la prerogativa riconosciuta alle banche, nonché ad altre entità giuridiche autorizzate a concedere finanziamenti nei confronti del pubblico, di erogare finanziamenti alle imprese garantiti dal trasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato (art. 2 Provvedimento).

1. Il pegno non possessorio

L’art. 1 del Provvedimento stabilisce che gli imprenditori iscritti nel Registro delle Imprese possono costituire un pegno non possessorio (il Pegno Non Possessorio) al fine di garantire i crediti loro concessi inerenti all’esercizio dell’impresa, con la precisazione che detti crediti possono essere presenti o futuri, determinati o determinabili e purché ne sia specificato l'importo massimo garantito.

Il Pegno Non Possessorio può essere costituito unicamente su beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa (si pensi, ad esempio, ai macchinari industriali), ad esclusione dei beni mobili registrati (ad esempio, gli autoveicoli intestati all’impresa). Detti beni, inoltre, possono essere esistenti o futuri, determinati o determinabili anche mediante riferimento ad una o più categorie merceologiche o a un valore complessivo.

Al precipuo scopo di favorire la continuità dell'attività produttiva dell'imprenditore, la disciplina normativa del Pegno Non Possessorio prevede che:

  1. ove non sia desumibile dal contratto costitutivo del pegno una diversa volontà delle parti, il debitore - o il terzo concedente la garanzia - è autorizzato a trasformare o alienare (nel rispetto della loro destinazione economica) o comunque a disporre dei beni gravati dal vincolo di garanzia; e che
  2. nel caso di atti dispositivi di cui al precedente punto (i), la garanzia si trasferisce, rispettivamente, al prodotto risultante dalla trasformazione, al corrispettivo ottenuto dalla cessione del bene costituito in garanzia o al bene sostitutivo acquistato con tale corrispettivo, senza che ciò comporti la costituzione di una nuova garanzia.

Il Pegno Non Possessorio, a pena di nullità, deve essere concluso mediante contratto scritto ove risultino:

  1. indicazione del creditore, del debitore e dell'eventuale terzo concedente la garanzia;
  2. la descrizione del bene dato in garanzia e del credito garantito; e
  3. l'indicazione dell'importo massimo garantito.

Al fine del valido perfezionamento della garanzia, l'art. 1, comma 4, del Provvedimento stabilisce inoltre che il Pegno Non Possessorio si costituisce esclusivamente con l’iscrizione (valida per 10 anni e rinnovabile) in un registro informatizzato da istituirsi presso l’Agenzia delle Entrate e per le cui modalità operative si rinvia ad apposito decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, da adottarsi di concerto con il Ministro della Giustizia entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Provvedimento.

È altresì previsto che il Pegno Non Possessorio, anche se anteriormente iscritto, non è opponibile a chi abbia finanziato l’acquisto di un bene determinato destinato all'esercizio dell'impresa e sia garantito da riserva della proprietà sul bene medesimo o da un pegno anche non possessorio.

Quanto poi alle modalità di escussione del Pegno Non Possessorio, ove ne ricorrano i presupposti, il Provvedimento prevede che il creditore (previo avviso scritto da trasmettere al datore di garanzia e ad eventuali titolari di un pegno non possessorio trascritto successivamente) ha la facoltà di procedere:

  1. alla vendita tramite procedure competitive (senza necessità, pertanto, di intraprendere alcuna specifica procedura giudiziaria[1]) dei beni oggetto del pegno anche avvalendosi di soggetti specializzati sulla base di stime effettuate da parte di operatori esperti e in ogni caso con adeguate forme di pubblicità, trattenendo il corrispettivo a soddisfacimento del credito fino a concorrenza della somma garantita e con l'obbligo di informare, prontamente e per iscritto, il datore della garanzia dell'importo ricavato e di corrispondere allo stesso l'eventuale eccedenza; o
  2. alla escussione dei crediti oggetto di pegno fino a concorrenza della somma garantita; o
  3. alla locazione del bene oggetto di pegno, ove tale facoltà sia prevista nel relativo contratto costitutivo e unitamente ad iscrizione nel Registro delle Imprese, imputando i canoni a soddisfacimento del proprio credito fino a concorrenza della somma garantita, a condizione che il contratto preveda i criteri e le modalità di valutazione del corrispettivo della locazione; o
  4. all’appropriazione dei beni oggetto del pegno, ove tale facoltà sia prevista nel relativo contratto costitutivo e unitamente ad iscrizione nel Registro delle Imprese, fino a concorrenza della somma garantita, a condizione che il contratto preveda i criteri e le modalità di valutazione del bene oggetto di pegno e dell'obbligazione garantita;

con possibilità per il debitore - nei casi di cui ai precedenti punti (i), (iii) e (iv) - di agire in giudizio per domandare il risarcimento del danno patito ove vi sia stata violazione dei criteri e delle modalità ivi riferiti.

2. Il finanziamento garantito da trasferimento di immobile sospensivamente condizionato

L’art. 2 del Provvedimento introduce un nuovo art. 48-bis al D. Lgs. 1° settembre 1993, n. 385 (TUB), ai sensi del quale le operazioni di finanziamento tra un imprenditore, da un lato, e una banca o altra entità giuridica autorizzata a concedere finanziamenti nei confronti del pubblico, dall’altro, possono essere garantite dal trasferimento in favore del creditore, o di una società dallo stesso controllata o allo stesso collegata, della proprietà di un immobile (ad eccezione dell’immobile adibito ad abitazione principale del proprietario, del coniuge o di suoi parenti e affini entro il terzo grado) o di altro diritto immobiliare dell'imprenditore o di un terzo, sospensivamente condizionato all'inadempimento del debitore (la “Cessione Condizionata”).

La Cessione Condizionata (suscettibile di essere introdotta anche nell’ambito di contratti di finanziamento già in corso di esecuzione alla data di emissione del Provvedimento[2]) opera, in via di estrema sintesi, attraverso i seguenti passaggi:

  1. inadempimento del debitore, da ritenersi verificato quando il mancato pagamento si protragga: (x) per oltre sei mesi dalla scadenza di almeno tre rate, anche non consecutive, nel caso di obbligo di rimborso secondo uno schema di rate mensili; (y) per oltre sei mesi dalla scadenza anche di una sola rata, ove sia previsto il rimborso secondo uno schema di rate aventi scadenza superiore al periodo mensile; e (z) negli altri casi, per oltre sei mesi dalla data di scadenza prevista nel contratto di finanziamento;
  2. notifica nei confronti del debitore e del titolare (se diverso) del diritto reale immobiliare, nonché nei confronti di coloro che abbiano diritti derivanti da titolo iscritto sull’immobile successivamente alla trascrizione della Cessione Condizionata, di una dichiarazione con cui il creditore manifesti la propria volontà di avvalersi degli effetti della Cessione Condizionata;
  3. decorsi 60 giorni dalla notificazione di cui al precedente punto (ii), nomina - su istanza del creditore e ad opera del Presidente del Tribunale del luogo ove si trova l’immobile - di un perito per la stima dell'immobile oggetto della Cessione Condizionata, stima che viene conseguentemente comunicata ai destinatari della notifica di cui al precedente punto (ii)[3];
  4. avveramento della condizione sospensiva al momento della comunicazione di cui al precedente punto (iii) o al momento dell'avvenuto versamento all’imprenditore dell’eventuale differenza (ove positiva) tra il valore stimato dal perito e l’ammontare del debito inadempiuto compreso di tutte le spese e i costi del trasferimento;
  5. redazione dell’atto notarile di avveramento della condizione sospensiva, annotazione preso i registri immobiliari della cancellazione della predetta condizione sospensiva con conseguente trasferimento definitivo della titolarità dell'immobile in capo al creditore.

Il Provvedimento stabilisce inoltre che può farsi luogo a Cessione Condizionata anche qualora l’immobile oggetto di tale garanzia sia già sottoposto ad esecuzione forzata e, in tale circostanza, l'accertamento dell'inadempimento del debitore spetterebbe al giudice dell'esecuzione mentre il valore di stima sarebbe determinato ad opera di un esperto nominato dallo stesso giudice. Analoga disciplina risulta applicabile altresì in ipotesi di fallimento del titolare del diritto immobiliare.

Per completezza di analisi, infine, si ritiene opportuno segnalare che il Provvedimento (cfr. art. 3) ha previsto l'istituzione presso il Ministero della Giustizia di un registro elettronico delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi. Tale registro, composto anche di una sezione ad accesso pubblico gratuito, renderà pertanto disponibili in forma elettronica alcune delle informazioni sopra citate.

* * *

Si rammenta che il Provvedimento, trattandosi di Decreto Legge, è provvisorio. I termini per la conversione in legge dello stesso scadranno il prossimo 4 luglio 2016.

Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti che si rendessero necessari.


[1] E ciò, si noti, anche a seguito dell'eventuale fallimento del debitore, purché il credito sia già stato ammesso al passivo con prelazione.

[2] Si noti, in proposito, che qualora il finanziamento sia già garantito da ipoteca, la Cessione Condizionata - una volta trascritta - prevale sulle trascrizioni e sulle iscrizioni eseguite successivamente all'originaria iscrizione ipotecaria.

[3] Si precisa che, a seguito di tale comunicazione, il debitore ha la facoltà di contestare la stima senza che ciò precluda il diritto del creditore di avvalersi degli effetti della Cessione Condizionata e, in caso di eventuale fondatezza della contestazione, la nuova stima inciderebbe esclusivamente sulla differenza da versare al debitore. 

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